Isfol - Ricognizione delle misure regionali di contrasto alla crisi occupazionale
15/06/2010
Categoria: Documenti
Ad una delle sfide economiche più importanti degli ultimi anni, le Regioni rispondono con modelli di intervento il più possibile adeguati ai bisogni di chi ha perso il lavoro. In collaborazione con Italia Lavoro, l’Isfol ha realizzato una ricognizione delle risposte regionali alla crisi occupazionale. I primi risultati del progetto, promosso dal Ministero del lavoro, sono stati presentati il 28 maggio, in occasione del Sottocomitato Risorse umane del Qsn 2007/2013 ai rappresentanti di Commissione europea, Regioni, Province autonome, Parti sociali, Inps e le amministrazioni centrali coinvolte nella gestione dei Fondi strutturali.
L’analisi, presentata da Roberto De Vincenzi responsabile del progetto per Isfol, ha evidenziato le attuali forme di sinergia tra il sistema lavoro, nelle due componenti passiva - attiva, e il sistema della formazione professionale a finanziamento pubblico.Dallo studio emerge con chiarezza che tutte le Regioni hanno sentito la necessità di confrontarsi e di collaborare con i diversi soggetti che intervengono nella programmazione e attuazione delle politiche attive e passive, riconoscendo lo stato di urgenza e complessità. In molti casi si è inoltre deciso di rafforzare il coordinamento delle politiche attraverso l’istituzione di tavoli anti crisi, con l’obiettivo di garantire, con regolarità e sistematicità, il confronto tra rappresentanti degli assessorati, direzioni e servizi (lavoro, formazione e attività produttive) delle stesse Regioni, delle Province e il raccordo con le Parti sociali.
L’analisi degli interventi di integrazione delle politiche messe in atto rileva l’adozione di una pluralità di approcci e strategie volte a contrastare l’urgente necessità di accogliere, orientare e formare i circa 250 mila soggetti che percepiscono ammortizzatori in deroga. E’ questa infatti la nuova platea di lavoratori sostenuti in base all’accordo Stato Regioni del febbraio 2009 e la legge 2 dello stesso anno, una platea che si è sommata alle centinaia di migliaia di lavoratori sospesi od espulsi.
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