ISFOL - Social network: nuova frontiera della ricerca di lavoro

10/06/2010

Categoria: Documenti   

Pubblicati i dati del “Barometro delle professioni”, l'indagine periodica Isfol sulla ricerca di lavoro qualificato attraverso le inserzioni a modulo sui quotidiani. L’indagine è stata realizzata da Achille Paliotta, ricercatore dell'Area analisi e valutazione delle politiche per l'occupazione e da Anna Mocavini del Servizio statistico e coordinamento banche dati, in collaborazione con il Csa (Centro di Statistica Aziendale di Firenze). Achille Paliotta, in questa intervista, spiega quali sono le professioni e le occupazioni più ricercate dalle aziende attraverso gli annunci pubblicati sui giornali.

 

 

Chi sale e chi scende nel “Barometro” delle professioni?

Le aziende italiane, nel primo semestre 2009, hanno cercato soprattutto le professioni relative all'area della vendita. Questo perché, in una situazione caratterizzata da una grave crisi economica, i venditori rivestono un ruolo strategico nello stimolare i consumi. Tra le prime venti professioni resiste ancora quella dell'addetto al recupero crediti, figura che negli anni passati non era presente, ma che nelle ultime due rilevazioni è risultata essere una delle più gettonate. Ciò rende l'idea di quante difficoltà hanno le imprese nel recuperare i crediti. Accanto a queste stanno scalando posizioni in classifica alcune occupazioni legate alla produzione, come l'operaio qualificato, che tradizionalmente non venivano ricercate tramite le inserzioni a modulo. I profili riconducibili alle occupazioni operaie vengono ricercate non per il titolo di studio ma perché hanno alle spalle precedenti esperienze di lavoro e quindi immediatamente impiegabili. Infine, resistono ancora bene le professioni di tipo amministrativo e commerciale.

 

Nell'ultima rilevazione, rispetto alle precedenti, è stata introdotta qualche nuova voce di ricerca?

Si, abbiamo iniziato ad analizzare anche gli annunci pubblicati dalle società di somministrazione lavoro, ossia le ex interinali e sono venuti fuori dei dati interessanti. Infatti, facendo un approfondimento, si è visto che anche qui sono cresciute le professioni legate alla produzione. Le imprese italiane per far fronte a picchi momentanei di ordini o per mantenere i livelli produttivi e non avendo certezze per poter assumere personale a tempo indeterminato preferiscono utilizzare la leva della flessibilità ricorrendo alle società di lavoro interinale.

 

Dunque le professioni legate “al saper fare”, corrispondenti all'area produttiva e immediatamente utilizzabili dalle aziende, in questo momento vanno per la maggiore: perché?

Credo che tali richieste siano legate alla crisi. C'è da dire infatti, che negli anni passati nonostante si sia molto parlato di precariato le assunzioni a tempo indeterminato hanno avuto una loro consistenza. In questo momento, invece, dove tutto è bloccato, le aziende preferiscono far ricorso al lavoro interinale, ma questo accade solo nel Nord-est, zona che risulta più dinamica rispetto al resto del Paese. Il Barometro delle professioni ci dice che qui le occupazioni più ricercate fanno riferimento a figure strettamente legate alla produzione industriale come il saldatore, l'addetto al reparto, il manutentore meccanico ed elettrico, l'operaio qualificato, il tornitore e il montatore. Questo potrebbe essere un segnale positivo perché significa che, nonostante la crisi, nel Nord-est si continua ad investire. Speriamo che tutto ciò rappresenti un buon auspicio per una ripresa più ampia e generalizzata.

 

Dalla carta alla rete. Che ruolo avranno a suo avviso i social network nel futuro della ricerca di personale?

Innanzitutto sono già il presente. Bisogna dire però, che questo segmento per essere utilizzato necessita di un buon grado di alfabetizzazione informatica. Dunque riguarda di più le nuove generazioni e interessa categorie professionali che per formazione sono più vicine a questa modalità d'incontro domanda e offerta di lavoro come quelle informatiche o quelle più innovative e dinamiche. Un altro aspetto dei social network è che questi canali di ricerca di lavoro non valgono tanto per il neo-laureato o il neo-diplomato ma sono utili a chi ha già una occupazione e cerca un nuovo impiego. Si tratta quindi di un segmento specifico dove le comunità professionali fanno un'opera d'informazione utilizzando anche i messaggi e la posta elettronica per rendere evidenti le occasioni di lavoro. E' sicuramente un canale interessante e innovativo che può dare delle risposte all'occupazione anche se ad oggi non riguarda grossi numeri. Non dimentichiamo, infatti, che il canale più utilizzato da tutti e da sempre, è quello dei reticoli sociali, ovvero delle segnalazioni fatte dalla famiglia, dagli amici oppure dai colleghi di lavoro.

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